Il 10 ottobre a Bologna, all’opificio Golinelli, la Regione Emilia-Romagna incontrerà cittadini, amministratori e realtà territoriali per parlare di riforma del 118. Guardare il quadro complessivo del soccorso pre-ospedaliero in Italia per capire la strada intrapresa da tante amministrazioni è fondamentale. Segui l’evento su Rescue Press o registrati ora!

La riorganizzazione della rete di emergenza-urgenza in Emilia-Romagna è partita. Un passo storico per uniformare il sistema, potenziare il 118 e creare “prossimità assistenziale”.

Il nuovo assetto per il 118 e per il sistema di emergenza-urgenza dell’Emilia-Romagna è realtà. La riforma che mette mano – a trent’anni di distanza – al primo modello di rete d’emergenza-urgenza regionale coinvolge il 118, il NUE112, il 116117, i Pronto Soccorso e le Case di Assistenza e Urgenza territoriali, detti CAU. Il nuovo modello punta a offrire un servizio migliore ai cittadini, ridurre la pressione di richieste sui Pronto Soccorso e razionalizzare l’uso delle risorse, aumentandone la qualità.

Il nuovo assetto punta sulle qualità di risposta del 118 e del 112. La rete messa in campo vuole coniugare le migliori competenze professionali sanitarie con le opportunità di una rete molto capillare, affinché gli standard di approccio assistenziale aumentino in tutto il pattern della Regione. Il sistema preospedaliero del 118 troverà un supporto fondamentale nell’introduzione del 112, con due centrali, a Bologna e a Parma. Sono previsti 103 operatori in totale, per gestire le funzioni di “regia” delle comunicazioni per Carabinieri, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco e Soccorso Sanitario.

Il NUE112 permetterà di ridurre i tempi complessivi di intervento in tutte le situazioni complesse in cui è necessario un intervento corale, sgravando le singole centrali di un tempo di ri-attivazione critico, e permettendo quindi al soccorso sanitario (quello da sempre al centro, tecnologicamente parlando, del sistema) di essere più rapido e più sicuro nelle sue funzioni.

Il progetto della nuova rete di soccorso parte da una riorganizzazione che migliora la risposta sanitaria. Il focus è dare al cittadino il miglior servizio necessario in qualsiasi condizione, senza sprecare risorse, tenendo alti gli standard. Questo significa dare al sanitario la possibilità di operare davvero rispetto alle sue competenze, e non ingabbiato in un modello troppo parcellizzato.

Questo vuol dire 118, telemedicina e Broadcasting delle immagini per confronto costante con il medico di centrale operativa 118.  Sarà inoltre esteso  l’uso del verricello e il servizio H24 in tutte le basi HEMS regionali, con l’attivazione delle prime rotte PBN che permetteranno di operare anche in condizioni di scarsa visibilità.

Professionalizzare di più il sistema 118 però poteva voler dire ridurre l’importanza del volontariato nel mondo sanitario. Ma non sarà così. La delibera prevede infatti l’istituzione di un tavolo di confronto permanente fra le rappresentanze del volontariato e l’assessorato, perché il ruolo delle OdV nel soccorso in emergenza è e resterà centrale e, in molti territori, imprescindibile. Sarà garantita in modo omogeneo la formazione dei soccorritori di base, che rimangono un pilastro fondamentale per garantire il funzionamento del sistema.