Le parole del Ministro della Salute Orazio Schillaci: “Siamo in un momento significativo. Servono risposte concrete a chi lavora in prima linea”
Inutile negarlo. “L’emergenza dell’emergenza” è uno dei dossier più caldi aperti sulla scrivania del Ministro della Salute Orazio Schillaci. Fra pochi giorni si chiuderà la discussione legata alla legge di Bilancio, che dovrebbe tenere conto di quanto fatto dagli operatori del soccorso e dell’emergenza-urgenza a favore di tutta la comunità dei cittadini. Medici, infermieri, tecnici, volontari si sono spesi fino all’esaurimento – e a volte sacrificando la propria vita – per tutelare la salute degli Italiani durante la pandemia, e continuano a farlo in una società che è sempre più complessa da gestire nei frangenti critici.
Il ministro della Salute ha iniziato da tempo un confronto con il MEF per ottenere più risorse per adeguare gli stipendi agli sforzi e alle competenze. “Il futuro del sistema di emergenza-urgenza in Italia è una delle priorità del mio Ministero e il Governo si sta impegnando in questo senso. Sono ben consapevole delle criticità che gravano sul settore e soprattutto sul personale impegnato in prima linea”.
Le parole del Ministro, che è sempre stato al fianco degli operatori anche durante il Congresso CEU 2023 di Firenze, hanno segnato una strada chiara: “Scoraggiare il ricorso ai gettonisti, incentivare e gratificare il lavoro in Pronto Soccorso, riconoscere un nuovo regime ai fini pensionistici tenendo conto del fattore usurante dell’ambiente di lavoro” sono alcune delle misure già adottate per garantire ai soccorritori e agli operatori di PS un futuro migliore.
“Per il bene del Servizio Sanitario Nazionale e di tutti noi dobbiamo preservare il gioiello del nostro sistema di emergenza, che è il capitale umano. Abbiamo previsto che gli infermieri possano svolgere attività libero professionali, abbiamo aumentato le tariffe orarie del lavoro straordinario per le professioni sanitarie e le indennità per chi lavora in Pronto Soccorso. Abbiamo anche cercato di semplificare l’accesso in corsia agli specializzandi MEU”.
E poi al centro dell’attenzione del Ministero, c’è il tema della lotta alla violenza, uno sfregio sociale intollerabile in un paese come l’Italia: “Abbiamo inasprito le pene perché le violenze sono particolarmente frequenti in Pronto Soccorso e in 118, ed è con grande dolore che leggo un dato sulle aggressioni dove 7 volte su 10 a subire sono donne, in particolare infermiere. La pena di reclusione è stata aumentata per chi aggredisce qualsiasi operatore sanitario”.
La svolta auspicata dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno, perché se fino ad oggi fare il soccorritore “ha significato turni pesanti, scarsa gratificazione economica e professionale, ora bisogna porre le basi e le condizioni perché sia attrattivo lavorare in questo ambito”.
Ma c’è un aspetto fondamentale che l’operatore in Pronto Soccorso e in ambulanza non dimentica mai: la preparazione, il training, la simulazione. “La formazione del personale sanitario – spiega il Ministro – è un fattore essenziale per la sicurezza dei pazienti e così come garantire agli operatori stessi di lavorare in sicurezza contribuisce a questo obiettivo. I programmi di apprendimento, ad esempio, devono prevedere anche un’azione formativa intersettoriale obbligatoria, sul rafforzamento della prevenzione e del controllo delle infezioni e sui rischi ambientali e sulla biosicurezza associati alla resistenza antimicrobica. Così come è necessario acquisire le necessarie competenze digitali per una gestione corretta delle nuove tecnologie. Il capitale umano è la leva fondamentale del servizio sanitario nazionale ed è cruciale garantire una formazione costante e adeguata all’interno di un sistema sanitario che si evolve e vuole essere sempre più all’avanguardia”.







