Come gestire un infortunio o un primo soccorso, da soli, in ambiente impervio? Parliamo del più critico dei rischi in ambiente isolato, l’emorragia massiva. Perché ogni sportivo dovrebbe conoscere lo stop the bleed. Di cosa si tratta, e come può salvarti la vita.
Cosa si intende per stop the bleed?
Stop the bleed, in italiano ferma l’emorragia, è lo slogan utilizzato durante la campagna di formazione promossa dalla Società italiana di chirurgia d’urgenza e trauma (SICUT). E’ una campagna americana, inventata decenni fa, che è sostenuta da decine di medici e di soccorritori in tutta Italia. L’obiettivo è quello di sensibilizzare e informare coloro che si trovano ad assistere a un incidente affinché siano in grado di intervenire tempestivamente per prestare i primi soccorsi in attesa dell’ambulanza e dei medici. Proprio per questa ragione, specialmente chi pratica sport, deve conoscere quali tecniche impiegare, su sè stesso e sugli altri, per bloccare un’eventuale emorragia. Occorre infatti ricordare che questa piccola operazione può salvare la vita delle persone, bastano 5 minuti per rendere iniqui i soccorsi e quasi impossibile il salvataggio della persona vittima di trauma. Saper fermare il sanguinamento impiegando ciò che si ha a disposizione e le tecniche apprese durante il corso può rivelarsi essenziale.
Dove nasce stop the bleed?
Stop the beeld non nasce in Italia, bensì è una campagna fondata dall’Organizzazione Bleeding Control da parte dei chirurghi statunitensi dell’American College Of Surgeons (ACS) nel 2012. A seguito di una sparatoria nella scuola elementare Sandy Hook a Newtown, in Connecticut, uno dei medici dell’ACS chiese di riesaminare i referti dell’autospia effettuata sulle vittime. In questa sede scoprì che la maggior parte erano decedute a seguito delle gravi ferite riportate che potevano essere trattate, in attesa dei soccorsi, con semplici tecniche utili a contenere l’emorragia. Per questa ragione si pensò che fosse utile proporre corsi di apprendimento al fine di formare le persone a rispondere ad emergenze simili a questa.
Chi supporta stop the bleed in Italia?
In Italia sono presenti sul territorio numerosi centri di formazione che offrono la possibilità di prendere parte ai corsi B-Con. L’obiettivo di questi ultimi è quello di formare le persone, sportive e non, al soccorso preospedaliero, ovvero alle tecniche che si possono impiegare per salvare la vita alle persone vittime di trauma prima dell’arrivo del 118. In Italia il mese di Maggio è dedicato allo Stop the bleed con campagne di sensibilizzazione e formazione su tutto il territorio. La funzione della campagna e dei corsi è dunque quella di permettere a qualunque cittadino che si trovi ad assistere a un incidente di sapere come intervenire in maniera corretta, con semplici mosse, salvando, nella maggior parte dei casi, la vita della vittima.
Emorragie: segni e sintomi
Prima di capire come intervenire, è essenziale comprendere cosa sia un’emorragia e la sua causa. Nello specifico, questa può essere esterna, di tipo venoso o arterioso, oppure interna. Nel primo caso, quando si tratta di sanguinamento arterioso è possibile notare come il sangue appaia di colore rosso vivo, acceso, e fuoriesca in maniera abbondante dalla ferita. In quella venosa, invece, il sangue ha tonalità più scure e cola lentamente dall’apertura sulla pelle. Qualora si trattasse di emorragia interna, la persona vittima di trauma potrebbe apparire pallida, fredda o piuttosto sudata. In questo caso bisognerà prestare attenzione anche alla respirazione, affannata e superficiale. Non solo, la vittima potrebbe lamentare tremori, vista offuscata e perdere coscienza. Qualunque sia la circostanza è importante contattare immediatamente i soccorsi e in attesa procedere in maniera cauta ma decisa:
- Chiamare immediatamente il NUE112 o il 118 indicando con quanta più precisione possibile quale sia la causa, l’area del sanguinamento ed eventuali altri sintomi. Dichiarare immediatamente se si sospetta che l’emorragia sia interna;
- Accertare quale sia la fonte del sanguinamento ispezionando delicatamente il corpo cercando di muoverlo quanto meno possibile. Se presenti, valutare altri sintomi;
- Non toccare o rimuovere, se presenti, lame, vetri od oggetti contundenti che hanno provocato la ferita;
- Evitare il contatto con il sangue della persona ferita;
- Intervenire sulla ferita cercando di bloccare o rallentare il sanguinamento. In questo caso è possibile utilizzare un tourniquet oppure uno strumento sostitutivo improvvisato (maglietta, calzini, sciarpe ecc…);
- Se si tratta di un arto applicare il tourniquet nella parte superiore della ferita (a monte) e stringere energicamente;
- Se il sangue continua a fuoriuscire bisognerà tamponare la ferita eseguendo un packing con un lembo di tessuto o, se possibile, garze sterili. In questi casi può rivelarsi necessario comprimere l’area con il pugno chiuso per imprimere maggiore forza;
- Durante la chiamata con il 118 o i soccorsi, chiedere indicazioni su come procedere in attesa dell’arrivo dei medici o degli operatori;
- Se l’emorragia coinvolge un punto del corpo nel quale non è possibile applicare il tourniquet è possibile tamponare, con la tecnica del packing, imprimendo una forte pressione nella zona interessata dal sanguinamento.
- Mantenere la vittima vigile e cosciente, tranquillizzandola. Non rimuovere mai il bendaggio precedentemente eseguito ma, se necessario, aggiungere altri pezzi di stoffa che possano assorbire il sangue che fuoriesce dalla ferita.
Perché è importante conoscere la tecnica Stop the bleed?
Molti non sanno che il 40% delle morti, registrate a seguito di un trauma, avvengono a causa dell’emorragia che ne deriva. Tuttavia, questo potrebbe essere scongiurato conoscendo e applicando le manovre corrette in attesa dei soccorsi. Dagli studi effettuati è emerso che sono sufficienti solo 5 minuti per morire di emorragia. Se si considera che, in media, in Italia, un’ambulanza impiega un tempo 1 o 2 volte superiore a giungere sul luogo dell’incidente, è facile dedurre come l’intervento dei presenti possa risultare salvifico. Nel caso degli sportivi, dunque, apprendere e saper mettere in atto le procedure adeguate per bloccare un’emorragia è essenziale. In Europa, sono stati raccolti un numero consistente di dati statistici sull’argomento. Ciò che è balzato all’occhio è il numero elevatissimo di emorragie pericolose, circa il 95%, e come queste possano essere fermate attraverso l’uso di due sistemi in particolare:
• utilizzo di un torniquet: è un laccio emostatico che permette di bloccare il flusso sanguigno di un arto o un’estremità. Viene spesso utilizzato in ambito infermieristico per intervenire tempestivamente in caso di forti sanguinamenti;
• packing o zafferaggio: che consiste nell’effettuare una compressione eseguita con un tessuto o una garza per bloccare l’emorragia. Questo può essere effettuato dopo aver applicato a monte della ferita una cintura, un fazzoletto, una cravatta ma anche una semplice maglietta o una sciarpa. L’obiettivo di questa tecnica è quello di sostituire il torniquet in maniera temporanea. Ciò che si deve fare, quindi, è bloccare l’afflusso ematico realizzando un laccio emostatico di emergenza e tamponare la zona interessata, guadagnando così tempo in attesa dell’arrivo del 118. Occorre sottolineare che utilizzando questo metodo non si blocca totalmente l’emorragia, bensì se ne riduce la portata.
Quanto tempo occorre per salvare una persona con emorragia?
Durante la pratica sportiva può capitare di trovarsi di fronte a soggetti con sanguinamenti copiosi oppure di essere in prima persona coinvolti in incidenti. Come detto poc’anzi, infatti, le emorragie devono essere bloccate rapidamente affinché la persona coinvolta possa salvarsi. Pertanto, il primo obiettivo è sempre quello di individuare la zona da cui proviene l’emorragia. Dopo avere chiamato i soccorsi è dunque opportuno agire con rapidità. È stato stimato che, recisioni di arterie, come ad esempio la femorale, possono provocare la morte in meno di 3 minuti. Tuttavia, in base alle statistiche è stato altresì rilevata la possibilità di ridurre emorragie copiose nel 95% dei casi. Per risolvere in modo positivo questi spiacevoli incidenti è dunque necessario conoscere le sopracitate tecniche utili a ridurre l’emorragia ma al contempo seguire pedissequamente tutte le indicazioni fornite dai soccorritori al telefono. Infatti, in caso di necessità, qualsiasi sistema può consentire di bloccare il sanguinamento. Basta infatti impiegare una benda, una sciarpa o un pezzo di stoffa per ridurre la fuoriuscita di sangue in attesa dei soccorsi. Anche la compressione, se effettuata in modo energico e rapido può essere un valido aiuto.
In sintesi, le ragioni per cui uno sportivo dovrebbe conoscere lo Stop the bleed sono numerose, tra le principali è possibile menzionare:
• possibilità di intervenire in modo efficace in situazioni di emergenza;
• fornire assistenza ai compagni in difficoltà;
• salvare la vita nei casi più gravi;
• offrire supporto pratico durante l’attesa dei soccorritori;
• evitare di commettere errori o azioni pericolose per l’incolumità del ferito;
• conoscere le tempistiche salvavita, la gravità delle emorragie e le principali tecniche di intervento.
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Sabato 14 ottobre dalle 17.00 nel parco della Cittadella, in occasione della Parma Marathon, insieme a Cittadella 1592 e a Silent Croc potrai capire come fare primo soccorso e stop the bleed durante un trail runner.







