Analizziamo il tema dei tempi di servizio delle ambulanze. Ogni Regione fa a sè, ma ci sono regole e processi manutentivi su cui riflettere. Siamo sicuri che basti una legge per dire che l’ambulanza è sicura sulle nostre strade?

Editoriale a cura di: Leonardo Ferrazzi

La delibera 1023 del 19/06/2023 della Giunta Regionale dell’Emilia Romagna, che modifica la precedente delibera 44/2009, innalza a 10 anni o 400000 km i requisiti per l’accreditamento dei mezzi destinati ai servizi ambulanza che espletano servizi di emergenza-urgenza (e 10 anni o 500000 km per i servizi non di emergenza). Questa novità mi porta a sviluppare alcune considerazioni di carattere prettamente tecnico. Il requisito di “durata” delle ambulanze in convenzione è differente da regione a regione e, negli ultimi anni, la tendenza è all’innalzamento di tali requisiti, sia come durata temporale sia come percorrenza; basti ricordare che alcune regioni, anni fa, ponevano tale limite a 3 anni o 100000 km

Cosa vuol dire “durata” dell’ambulanza?

La “durata” dei mezzi attuali è sicuramente superiore a quella di alcuni anni fa: i mezzi non hanno più grandi problemi di ruggine e quella che una volta la una soglia psicologica dei 100000 km di percorrenza (anche per auto private) può essere abbondantemente superata in tutta sicurezza; è evidente che un impiego urbano, con alta densità di interventi, ha un maggior impatto sulle condizioni generali del mezzo. Tuttavia l’ambulanza non è costituta dal solo veicolo poiché anche l’attrezzatura imbarcata è soggetta ad invecchiamento, sia come usura che come obsolescenza.

L’ambito aeronautico: perché gli aerei volano per tanto tempo rispetto alle auto?

Ciò detto faccio il paragone col settore aeronautico: gli aeromobili (sia civili sia militari) sono sempre più “anziani”. Vengono però mantenuti in servizio per ben oltre 10 anni. La vita utile di un aeromobile attuale è indicativamente prevista per oltre 30 anni. Periodo durante il quale viene sottoposto a manutenzione periodica approfondita. E’ prevista la sostituzione dei propulsori (sostituiti con altri revisionati a “zero ore”). C’è una revisione e un aggiornamento degli impianti e dei software. Ci si può chiedere: è sicuro mantenere in servizio tali aeromobili? La risposta è assolutamente affermativa poiché il fattore determinante è la manutenzione programmata e straordinaria a cui gli stessi sono sottoposti. Il personale manutentore è certificato ad eseguire gli interventi manutentivi su specifici aeromobili e per specifici settori (struttura, impianto elettrico, combustibile, ecc.) e viene tenuta rigorosa traccia degli interventi effettuati al fine di mantenere l’aeronavigabilità dell’aeromobile. Tutto questo (aeronavigabilità iniziale, mantenimento dell’aeronavigabilità, certificazione del personale e delle aziende di manutenzione) è regolamentato da specifici Regolamenti UE e sorvegliato da specifiche autorità nazionali e europee.

Visibilità, udibilità, efficacia: facciamo gli stessi controlli per le ambulanze o no?

Avviene così anche per le ambulanze? Basta la revisione annuale ad attestare la rispondenza continua alle caratteristiche iniziali? Formalmente sì, ma bisogna essere in grado di avere piena coscienza della “storia” manutentiva del veicolo. Alcune parti invecchiano e se ne dovrebbe prevedere la sostituzione nei tempi dovuti; porto volutamente un esempio banale: le pellicole retroriflettenti sono soggette a progressivo decadimento (i segnali stradali hanno “durate” di 7 o 10 anni). Come viene verificato il mantenimento delle caratteristiche fotometriche col passare del tempo, soprattutto in ambienti “difficili”?

E poi: i device medici e medicali: stiamo attenti davvero a tutto?

I dispositivi medici DEVONO essere sottoposti a regolare manutenzione secondo le istruzioni del fabbricante. Tali interventi DEVONO essere registrati al fine di garantire la tracciabilità del prodotto e il mantenimento della certificazione CE. Non basta, perciò, una verifica di funzionamento generica annuale. Tra i dispositivi medici più frequentemente utilizzati vi è l’impianto ossigeno. Tipicamente il fabbricante prescrive la sostituzione delle tubazioni dopo un certo lasso di tempo dall’installazione (quasi sempre inferiore a 10 anni). Quante manutenzioni ho fatto al raggiungimento dei 10 anni di lavoro? Sono satte effettuate le prescritte verifiche? Le tubazioni sono state sostituite?

Se tutti vorremmo il PC nuovo, nessuno vorrebbe lavorare con un PC di 10 anni fa

Sostituire i mezzi a scadenze troppo ravvicinate non ha molto senso, sia per i costi che per l’effettiva necessità. Ma allungare così tanto le scadenze presenta, a mio avviso, non poche incognite che potrebbero essere mitigate unicamente con un’elevata standardizzazione di mezzi e attrezzature. Ritengo, infine, che il problema sia più subdolo. Non esistendo specifici riferimenti normativi nazionali o europei, ogni Regione dispone in maniera differente e l’obiettivo di garantire un livello comune di assistenza ai cittadini diventa di difficile attuazione.

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Abbiamo bisogno di raccogliere un maggior numero di dati e di informazioni per definire la situazione attuale dei mezzi che si occupano di emergenza e 118 in Italia. Vorremmo portare, nei prossimi mesi, una raccolta di informazioni puntuali e precisa partendo dalla base dei servizi e delle associazioni, per capire meglio come stanno e come vengono messe in servizio le ambulanze che si occupano di 118 nel nostro paese. Vuoi aiutarci? dedica pochi minuti del tuo tempo a questo sondaggio!

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